glossario – Jidoka

glossario – Jidoka

“Ferma la produzione in modo che la produzione non si fermi mai” (Proverbio di Toyota)

Che cos’è il “jidoka”?

L’essenza del termine “jidoka” sta tutta nell’aforisma scritto sopra.

La parola, utilizzata nel Toyota Production System (TPS) significa dotare ogni macchina di un sistema e formare ogni lavoratore in modo da poter fermare il processo produttivo al primo segnale di una qualche condizione anomala.

Se si scopre un difetto o un malfunzionamento, il macchinario si deve fermare in automatico e i singoli operatori devono immediatamente correggere il problema, interrompendo il flusso produttivo.
Questo modo di fare permette di “costruire la Qualità” (build-in quality) ad ogni stadio del nostro processo separando uomini e macchine per ottenere un lavoro più efficiente da parte di entrambi.

Le cause più comuni che portano ad avere difetti sono:

  • procedure operative inappropriate
  • eccessiva variabilità nel modo di fare le cose
  • materiali difettosi
  • errori umani o mal funzionamenti delle macchine

Secondo questi principi, un operatore viene formato per esercitare il pieno controllo sulla linea produttiva che gli viene affidata e per fermarla se si verifica qualcosa che non funziona. Tipicamente questo “qualcosa” può essere:

  • un problema qualitativo
  • un problema relativo agli strumenti utilizzati
  • un problema di salute o sicurezza
  • la mancanza di pezzi o, al contrario, una sovrapproduzione

“Jidoka” e la lingua giapponese

Il termine giapponese “jidoka” è composto da tre caratteri cinesi ed è un gioco di parole che appare intraducibile in italiano.
Il primo carattere, “ji” si riferisce al lavoratore. Se egli si accorge che “qualcosa non va ” oche “sta contribuendo a creare un difetto ”, deve fermare la linea.
“Do” si riferisce al movimento e al lavoro mentre “ka” corrisponde al nostro suffisso “-zione”.

Preso nel suo insieme, “jidoka” è stato definito da Toyota come automazione con un tocco umano e implica la presenza contemporanea di operatori intelligenti e formati e di macchine in grado di bloccarsi al minimo segnale di criticità perché vengano prese le apposite contromisure.

La parola “jidoka” suona proprio come il termine giaponese utilizzato per identificare l’automazione ma è scritto diversamente, perché aggiunge il kanji (ideogramma cinese) che identifica l’essere umano (potete vedere la differenza tra le due parole esaminando la figura che illustra questo articolo).

La pronuncia dei due termini non cambia ma il significato e la connotazione sono completamente differenti. “Jidoka” come è stato recepito in Toyota comprende la presenza attiva dell’uomo, dell’operatore. L’automazione classica, invece, il “jidoka” così come è inteso fuori da Toyota, no.

Per rendere questi due importantissimi significati del termine giapponese utilizzato dal nostro colosso dell’Automotive, alcuni autori hanno scelto di tradurlo con “autonomazione”, un neologismo, o con un giro di parole “automazione con un tocco di umanità”.

Il concetto di autonomazione in Toyota
Riassumendo “jidoka” significa né più, né meno che autorizzare l’operatore a fermare la produzione in modo da non inviare pezzi difettosi alla stazione di produzione successiva. Questo modo di fare riduce enormemente i difetti e gli scarti.
Ma “jidoka” significa anche capire la cause che hanno scatenato un problema e prendere le opportune misure perché la situazione non si verifichi più. E questo non è altro che il famoso ciclo continuo del miglioramento che Toyota conosce così bene.

“Jidoka”, infatti, è uno dei due pilastri (principi) che reggono il Toyota Production System insieme al just-in-time. Senza il jidoka l’intero “tempio” della lean manufacturing è destinato a colassare, il che, in pratica, significa che le aziende che ne ignorano il concetto, sono destinate a non cogliere i benefici attesi da un flusso snello e a perdere tutti i vantaggi competitivi forniti dalla produzione snella.

Il pilastro del “jidoka” viene spesso etichettato con la frase “ferma e rispondi ad ogni anomalia”. Questa frase va molto al di là della semplice azione di fermare la linea. Per Toyota è importantissimo che in ogni processo ci siano delle persone o degli automatismi in grado di bloccare autonomamente la linea produttiva quando qualcosa non funziona.

Lo scopo di questo modo di fare è quello di liberare i macchinari dalla necessità di una supervisione costante da parte degli operatori e di separare macchine e persone per permettere ai lavoratori di controllare contemporaneamente più stazioni produttive.

Sakichi Toyoda e il “jidoka”

Il “jidoka”fu utilizzato per la prima volta da Sakichi Toyoda, fondatore del Gruppo Toyota, all’inizio del secolo scorso.
Toyoda iniziò a lavorare progettando e costruendo telai. Nel 1894 ebbe l’intuizione giusta per costruire telai molto più efficienti ed economici di quelli presenti sul mercato.
Tra le sue invenzioni, troviamo un meccanismo che permetteva di fermare automaticamente il telaio quando si rompeva un filo. In questa invenzione risiedeva il principio rivoluzionario del “jidoka”.

Dato che in presenza di qualsiasi problema il telaio si bloccava, non c’era più il pericolo di produrre prodotti difettosi. Questo significava che un solo lavoratore poteva tenere d’occhio più telai, producendo più stoffa e con minori scarti.

“Jidoka” è un concetto molto importante per tutti coloro che vogliono imparare a pensare snello perché la lean manufacturing fa aumentare in maniera esponenziale l’importanza di fare le cose bene da subito, evitando le difettosità. Con meno scorte e con i magazzini ridotti, infatti, non ci sono “zone di emergenza” adatte a gestire eventuali problemi qualitativi. [QualitiAmo]

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