glossario – Lean Six Sigma

glossario – Lean Six Sigma

La metodologia conosciuta come “Lean Six Sigma” unisce le tecniche che appartengono al Six Sigma (utili per la riduzione dei difetti) ai principi della Lean manufacturing, conosciuta anche come Produzione snella (utili per snellire le procedure e velocizzare i processi).

La Lean Manufacturing assicura il mantenimento dello stato di miglioramento raggiunto con il Six Sigma che, a sua volta, risolve i problemi relativi alla deviazione standard dei processi.
Ecco perché la combinazione tra i due strumenti si rivela davvero interessante!

Per spiegare, in due parole, il Lean Six Sigma possiamo dire che si occupa di aumentare i profitti di un’azienda, cercando di soddisfare i requisiti dei suoi clienti.
Sebbene tutto questo suoni molto semplice, però, c’è un mucchio di lavoro da fare per ottenere questi due obiettivi.

Iniziamo il nostro discorso, parlando di “valore”, uno dei concetti su cui la Lean manufacturing si concentra maggiormente. Lo scopo è quello di fornire ai clienti un prodotto che non solo soddisfi le aspettative ma abbia anche un prezzo che la clientela ritenga corretto pagare.
Il solo modo per ottenere questo importantissimo risultato è quello di tagliare sui costi cioè su tutto ciò che non fornisce valore aggiunto al lavoro e non va ad aumentare la qualità del prodotto o del servizio che viene venduto (che è poi la ragione per cui il cliente paga).
Per abbattere i costi, occorre agire sugli sprechi presenti in produzione (o nella fase di progettazione), in modo da rendere più efficienti le risorse che investiamo nelle nostre attività professionali. La tecnica maggiormente utilizzata per identificare gli sprechi è conosciuta come value stream mapping. Questo strumento vi aiuterà ad aggiungere valore al vostro lavoro riducendo, allo stesso tempo, gli sprechi al minimo.
Sarà sicuramente di grande aiuto avere, poi, un flusso di lavoro rapido e per ottenerlo dovremo essere in grado di individuare ed eliminare le perdite di tempo (sprechi) in ogni punto dei nostri processi.

La riduzione degli sprechi si ottiene ridisegnando tutti quei processi che non aggiungono alcun valore al vostro prodotto o servizio.
Se proverete, infatti, ad analizzare a fondo il vostro modo di lavorare troverete moltissime azioni che non aggiungono valore ma che vanno ad aumentare solo i costi totali di ciò che fornite al cliente.
Applicando i principi del Six Sigma riuscirete ad utilizzare al meglio le tecniche della mappa del valore che vi supporterà nel visualizzare il valore reale apportato da ogni processo al prodotto o servizio.
I passaggi che non apportano valore andranno eliminati o, almeno, rivisti mentre quelli davvero utili andranno valorizzati.

Il resto lo farà la metodologia Six Sigma che vi porterà ad aumentare il vostro giro d’affari semplicemente migliorando la qualità di ciò che vendete.

Vediamo ora quali sono i due pilastri che hanno reso così popolare il Lean Six Sigma:

  • Compatibilità:
    Il Lean Six Sigma risulta compatibile con qualsiasi settore di business e con qualsiasi processo.
    In particolare, entrambe le metodologie da cui deriva usano strumenti simili e si focalizzano sul miglioramento dei processi per adattarsi sempre meglio alle esigenze dei clienti.
    La compatibilità tra le due metodologie di base si estende al fatto che entrambe puntano alla riduzione dei difetti e ad eliminare gli step di processo che non aggiungono valore per massimizzare gli output e l’efficienza generale.
    Altri due punti in comune al Sei Sigma e alla Produzione snella sono che:

    • puntano entrambe sulla formazione affinché le persone comprendano l’utilizzo degli strumenti e imparino ad usarli a proprio vantaggio
    • entrambe promuovono il coinvolgimento del management per assicurare che i progetti di miglioramento della qualità vengano portati avanti senza essere penalizzati dal lavoro quotidiano

    Aggiungiamo, infine, che il Lean 6 Sigma utilizza diverse tecniche per ridurre i costi, per compattare i cicli di produzione, per aumentare la capacità di processo e per migliorare la produttività

  • Benefici:
    Sono notevoli i benefici che derivano da una sintonia dei due strumenti visti fino ad ora.
    Una metodologia Six Sigma standard segue un approccio molto disciplinato, basato interamente sui dati raccolti nel corso dello svolgimento dei processi e utilizza una serie di strumenti statistici utili per analizzare la qualità in ogni step dei processi stessi.
    Quando combiniamo il Sei Sigma con i principi della Lean manufacturing, ci ritroviamo in mano uno strumento utilissimo per risolvere molte delle questioni relative alla qualità.
    I progetti Lean Six Sigma vengono avviati sotto la guida degli esperti di 6 Sigma, per aumentare l’efficacia delle iniziative di miglioramento della qualità.
    Per assicurarsi che il processo di miglioramento comprenda un approccio di tipo problem solving, è necessario sviluppare le tecniche della Lean manufacturing durante l’implementazione del processo Six Sigma.
    Il Lean Six Sigma è focalizzato sul fornire valore aggiunto ai prodotti o servizi di un’organizzazione, mediante l’eliminazione dei difetti dei suoi processi.
    Questo modo di operare aiuta a creare fiducia nel cliente che preferisce acquistare prodotti e servizi che abbiano una qualità costante nel tempo.
    Lo sviluppo di un programma di Lean Six Sigma, porta le aziende ad avviare al loro interno un nuovo tipo di cultura, tesa all’eliminazione continua di ogni forma di spreco.

Il Lean Six Sigma applicato alla gestione del magazzino
Il problema di ridurre i magazzini nasce quando un certo prodotto passa di moda o diventa, semplicemente, inefficace (è il caso, ad esempio, di certi medicinali superati da altri più evoluti).

La metodologia Lean Six Sigma può aiutare a individuare le cause di questi accumuli e ad aliminarli, in modo che le perdite vengano ridotte.
Uno strumento utilissimo in questi casi è il diagramma a lisca di pesce o diagramma causa-effetto.

Le cause più serie, tra quelle che hanno originato il problema, saranno quelle dovute a previsioni poco precise, a lead time (tempi per l’approvvigionamento del magazzino) imprecisi e, di conseguenza, a obsolescenze.
I magazzini, poi, si riempiono quando operiamo su lotti molto grandi, quando facciamo operazioni prive di valore aggiunto come le rilavorazioni, quando non esaminiamo abbastanza a fondo i dati o quando, semplicemente, facciamo delle previsioni di vendita troppo ottimistiche.

Per gestire situazioni di questo tipo, la metodologia migliore è proprio quella del Lean Six Sigma.
Lo strumento DMAIC, ad esempio, è di grande aiuto per risolvere il problema in maniera metodica. Occorrerà, però, riflettere a fondo su tutta la catena dei processi: dalla produzione alla vendita.

La fase Define, di definizione, aiuta a definire gli obiettivi della nostra indagine mentre la fase Measure, di misurazione, prevede una raccolta dati per esaminare a fondo il problema.
La fase Analyze prevede la costruzione di un modello di magazzino che sia in grado di gestire le correlazioni tra lead-time e oscillazioni nella domanda.

Nella fase Improve, miglioramento, si potrà costruire una mappa del valore per comprendere il flusso in essere e per identificare eventuali colli di bottiglia da eliminare.
Strumenti lean quali le 5S potranno, invece, essere utilizzati nella fase Control per assicurare che i miglioramenti vengano mantenuti nel tempo. [QualitiAmo]

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